Quest’anno sembrava non arrivare più quel momento tanto atteso quando si pronunciava la fatidica frase: “Ok è ora, si comincia”.
Lo stravolgimento delle stagioni che ha visto una primavera davvero precoce seguita da un periodo di piogge torrenziali ha ritardato l’inizio della raccolta… ma finalmente quel momento è giunto…, dico finalmente perché in poche settimane si concretizza il duro e difficile lavoro di un anno intero (non ci sono seconde possibilità…).
Quando tieni fra le mani un grappolo d’uva e lo guardi, prima di riporlo nella cassetta per la raccolta, nella mente riaffiorano le immagini di tutti quei mesi passati ad osservarne la progressiva crescita, le tristi giornate di grandine (quest’anno ci hanno fatto visita più di una volta) che hanno lasciato le loro cicatrici sui fragili acini…, le albe viste per riuscire a sfogliare tutta la vegetazione in tempo utile affinché i raggi del sole riuscissero a maturare ogni singolo grappolo, le nottate passate a cercare di scacciare branchi di cinghiali che si divertono a distruggere tutti i terrazzamenti e a cibarsi dei dolci frutti appena maturi e … e molto altro ancora.
Ma questa è la Natura e queste sono le sue leggi, non bisogna cercare di combatterla o averne timore… ma bisogna rispettarla e cercare di entrare in simbiosi con essa.
Ecco allora che il rituale abbia inizio…i colli cominciano a punteggiarsi di colore: cassette per la raccolta sparse fra i filari, trattori abbarbicati sui pendii, un vociare di persone che riempie il tradizionale silenzio e le cantine con le luci accese tutta la notte… quest’anno i quantitativi non saranno straordinari ma la qualità dovrebbe essere ottima e regalare dei vini eccezionali che sapranno raccontare, fino alla prossima vendemmia, questa storia fatta da tutti noi (da chi vi ha lavorato con mani e braccia, da chi ha potuto osservare questo spettacolo e da chi ne gusterà i sapori).
E non appena l’ultimo grappolo sarà staccato… sarà già il momento di pensare alla prossima…